26-11-1956 NASCE LA GLADIO

È del 26 novembre del 1956 il protocollo di intesa tra il SIFAR, il servizio segreto italiano, ed i servizi segreti USA, con il quale nasceva la Gladio, un’organizzazione che coinvolta in tutti i misteri italiani, in tutte quelle bombe fatte esplodere, che ebbe un ruolo centrale in quella vera e propria guerra che prese il nome di “strategia della tensione“.

Nel protocollo si fa riferimento ad azioni e contatti già avvenuti negli anni precedenti; sicuramente i servizi segreti americani poterono contare, già durate la resistenza, su svariate brigate partigiane. Il terrore americano che l’Italia potesse voltare a sinistra, la crescita enorme del Partito Comunista italiano, le proteste operaie e studentesche, la vicinanza dei leader italiani con quelli sovietici, rendevano nel nostro paese, nel dopoguerra, possibile la vittoria di un candidato comunista.

La Gladio viene strutturata come organizzazione per svolgere quelle operazioni di stay-behind, e cioè per combattere dietro le line. Si sarebbe infatti dovuta attivare in caso di vittoria comunista alle elezioni, in caso di un colpo di stato comunista o in caso di invasione sovietica. Era un’operazione che si sviluppava in vari paesi europei e che avrebbe garantito la possibilità di creare dei gruppi ben organizzati e ben armati che avrebbero portato avanti la guerriglia interna in attesa di un intervento della NATO.

Furono creati dei depositi di armi segreti, ritrovati quasi tutti dopo che nel 1990 Giulio Andreotti, a Guerra Fredda finita, svelò al Parlamento italiano l’esistenza della Gladio.

La storia italiana di quegli anni è una storia di sangue, una storia di una guerra infima e vile, che colpiva gli innocenti, una storia fatta di depistaggi, di uomini sacrificati, di tesi precostituite.

In Italia i servizi segreti, la Gladio, la P2, il Sifar, il Sismi, la Cia, utilizzarono i gruppi neofascisti per creare il terrore, incolparono anarchici e comunisti per screditare e per infondere paura, lasciarono fare ai gruppi più violenti della sinistra estrema.

Dalla strage di piazza Fontana in poi, da quella bomba nella banca dell’agricoltura, da quei gironi bui, che poi portarono a tutte le altre stragi, agli strani aiuti dati ai terroristi neri per espatriare, alle prove false e tutta l’opera di depistaggio; l’Italia fu un campo di gioco, in cui il potere costituito, uccideva e infondeva paura per non far cambiare nulla. La Democrazia Cristiana rimase al potere per ben 45 anni, rimase al potere anche grazie a questo gioco, anche grazie a quel sangue, anche grazie a quella strategia che da semplice controspionaggio internazionale, sul nostro territorio si trasformò in un subdolo metodo di conservazione del potere da parte di un gruppo. Eppure anche la DC pagò il suo tributo di sangue a quella macchina orrenda e spietata che era stata messa in piedi con cura. Aldo Moro, la sua morte, il suo rapimento, i misteri che avvolgono la sua storia sono solo uno dei contributi che la DC pagò per quel conflitto.

Questa storia, confermata dalle deposizioni di molti a partire dal terrorista nero Vincenzo Vinciguerra passando per il generale Maletti, capo del Reparto D del SID, quello che si occupa di controspionaggio, nel marzo del 2001 dichiarò che la CIA aveva avuto un ruolo di primo piano nel terrorismo italiano.

I gruppi neri e rossi degli anni di piombo venivano infiltrati dai servizi con una semplicità enorme, venivano indirizzati, aiutati e spinti a realizzare quelle stragi che insanguinarono l’Italia.

Quella della Gladio è una tipica storia italiana, una di quelle che cercano di farci dimenticare, una di quelle che come del resto fu per il golpe Borghese, ci è stata spiegata come una barzelletta. Ma quella storia è reale, butta un’ombra su ciò che la nostra repubblica e la nostra democrazia è stata ed è ancora oggi.

Quella storia andrebbe ricordata, andrebbe analizzata, andrebbero fatti i conti con il passato una volta per sempre, solo così si potrà davvero dare valore alla nostra democrazia, alla nostra Carta Costituzionale e soprattutto solo così si potrà dare dignità e riposo a tutti coloro che perirono, vittime innocenti di un subdolo e spietato gioco del potere.

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