È SCOMPARSO LUCA DE FILIPPO, MA QUELLA NAPOLI NON DEVE MORIRE!

Luca De Filippo, attore di fama internazionale, figlio di quell’Eduardo che ha fatto del teatro napoletano uno dei più apprezzati nel mondo, ci ha lasciati ieri all’età di 67 anni.

Con lui muore un altro pezzo della cultura napoletana, con lui scompare un’altra parte di quella Napoli fuori dai cliché, di quella città che non si riduce alla pizza, al mandolino, al mare ed al caffè. Con Luca se ne va quella parte della città che riesce ad essere apprezzata nel mondo senza cadere nel luogo comune, di quella napoli che non è solo camorra, violenza e degrado.

Luca aveva iniziato sin da piccolissimo a calcare i palcoscenici, indimenticabile nei panni di Tommaso (ninillo) in “Natale in cada Cupello”  registrata per la RAI. Negli ultimi anni aveva riportato in scena le commedie del padre, scegliendo il repertorio più profondo di Eduardo, dalla trilogia del dopo guerra, quella composta da “Napoli Milionaria“, “Le Voci di Dentro” e “Filomena Marturano“, alle meno note “Sogno di una notte di mezza sbornia” e “Le bugie hanno le gambe lunghe“.

Luca era nato a Roma ed è lì che si è spento a causa di un male incurabile riscontratogli il 10 novembre a seguito di un suo ricovero, eppure Napoli lo piange perché è parte integrante del patrimonio culturale ed artistico partenopeo, un patrimonio che Luca ha saputo valorizzare, con il quale si è sempre saputo misurare, nonostante lo scomodo ruolo di dover essere il figlio di uno dei geni del teatro del ‘900. Il suo impegno nel sociale, sulla strada tracciata dal padre, l’impegno con i ragazzi di Nisida, la riattivazione del teatro San Ferdinando, sono solo due dei tanti atti per i quali ogni napoletano gli deve essere grato.

Con Luca De Filippo scompare una parte di cultura non solo napoletana ma globale; la paura che quelle commedie, ancora oggi attualissime, ancora oggi moderne, che ancora oggi hanno un poter comunicativo enorme, che ancora oggi possono essere base di riflessione non solo culturale ma anche sociale, possano scomparire con lui è enorme.

Il compito che spetta ora alle istituzioni, alle associazioni culturali e soprattutto a tutti i napoletani, è quello di rendere questo patrimonio culturale immortale. Il vuoto lasciato dall’uomo non potrà essere riempito, ma non possiamo permettere che si trasformi in un vuoto culturale.

Luca De Filippo, il suo impegno culturale, il suo impegno teatrale, l’ostinazione e la professionalità con le quali faceva rivivere la Napoli eduardiana, continueranno a vivere perché oggi più che mai ne ha bisogno Napoli e ne ha bisogno il suo popolo, per ricominciare a produrre quei prodotti culturali che solo da questa città possono essere partoriti per poi affascinare il mondo intero.

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