21 NOVEMBRE DALLA BLOODY SUNDAY DI DUBLINO ALLE BOMBE NEI PUB DI BIRMINGHAM

Il 21 novembre è una data che ci spinge verso l’Irlanda, quella fantastica dei cieli affascinanti, quella profonda e poetica dei suoi pub, quella verde dei suoi prati, ma soprattutto quella che ha fatto i conti con la sua storia e con il sangue che per quest’isola è stato versato.

Le coincidenze nella storia di un Paese sono sempre particolari, il fatto che il 21 novembre nella storia dell’Irlanda sia un giorno di sangue, è qualcosa che fu scritto a fuoco nel 1920 e fu poi ribadito nel 1974.

Ma partiamo con ordine.

21 novembre del 1920 è una domenica di sport a Dublino. Al Croke Park si gioca il match di calcio gaelico tra la contea di Dublino e quella Tipperary. La mattina di quella domenica le squadre d’assalto di Mick Collins, eroe nazionale, avevano ucciso 19 agenti segreti britannici. Per rappresaglia l’esercito inglese entra nello stadio affollato e inizia a sparare sulla folla e sulle due squadre di calcio gaelico. A terra rimarcassero ben 15 corpi, 14 spettatori, due dei quali schiacciati dalla folla, e un giocatore, il capitano del Tipperary, Michael Hogan,  al quale oggi la tribuna del Croke Park è intitolata. Questa giornata di dolore, di morte e di sofferenza sarà ricordata nella storia irlandese come “Bloody Sunday“, la domenica di sangue.

La storia ha le sue dinamiche, ma soprattutto si piega spesso su se stessa e si ritrova incastrata nelle coincidenze. Il 21 novembre del 1974 è un giovedì, a Birmingham i pub si iniziano a riempire, la settimana sta finendo e gli inglesi iniziano a sentire più vicina la libertà del weekend. I locali della città inglese sono pieni di ragazzi con quei capelli lunghi che indossano quei pantaloni improponibili, pieni di quelli che corrono dietro a quella nuova musica che sembra voler spaccare il mondo.

Alle 20:14 un uomo dal forte accento irlandese telefona alla redazione del Birmingham Post per avvertire che nel Mulberry Bush Pub c’è una bomba. Il locale è al pianoterra del Rotunda, un palazzone di 17 piani.

In soli 11 minuti la bomba esplode, la polizia non riesce a far evacuare il locale, 10 persone vengono uccise dall’esplosione. Sono le 20:25, due minuti più tardi esplode un’altra bomba in nel Tavern in the Town, un pub poco distante, le vittime salgono a 21 i feriti sono 182.

La Provisional IRA rivendica l’azione, d’altronde lo aveva già fatto preventivamente con le telefonate di avvertimento che però sono giunte troppo in ritardo. L’Inghilterra piomba nella paura e nello sconforto. Questi attacchi terroristici saranno quelli con più morti nella storia inglese, fino a quelli sulla metro di Lodra del 2005.

Ancora un 21 novembre di sangue e, ancora una volta, a pagare il prezzo di una guerra ingiusta, sono dei semplici civili che nulla hanno a che fare con le scelte di potere e che in quel momento non potevano neanche pensare lontanamente di andare incontro alla morte. Persone che furono colpite a loro insaputa in un momento di svago.

Poche ore dopo le bombe, la polizia ha gia trovato e arrestato i colpevoli, quattro dei sei uomini arrestati firmano una confessione che subito dopo sconfessano perché estortagli, anche P.I.R.A. si affretta nel dichiarare che quei sei uomini non fanno parte dell’organizzazione.

Patrick Hill, Gerard Hunter, Richard McIlkenny, William Power, John Walker e Hugh Callaghan, questi sei uomini passeranno alle cronache inglesi come “i 6 di Birmingham“, sei irlandesi condannati nel 1975 all’ergastolo per aver organizzato e, materialmente eseguito, i due attentati.

Nel giugno del 1991, dopo 16 anni di carcere, saranno liberati perché innocenti. L’autorità giudiziaria inglese, nella sentenza con la quale scagionerà i sei irlandesi, dimostrerà che i verbali erano stati manomessi o creati ad arte, la stessa cosa era stata fatta con gli esami di laboratorio e le confessioni erano state strappate con la violenza agli arrestati.

The-Birmingham-Six

 

Il 21 novembre è un giorno di sangue che lo si voglia ricordare come la Bloody Sunday del 1921 di Croke Park o che lo si voglia ricordare per le bombe nei pub di Birmingham del 1974. Noi siamo convinti che questi due ricordi vadano tenuti insieme, affinché quel terrore, quella follia e quel sangue non macchino più la nostra terra, soprattutto in giorni come questi che stiamo vivendo e che si riempiono di terrore e sangue. Ma non bisogna mai scordare i sorrisi di quei sei uomini finalmente liberi, a cui uno stato impaurito, una nazione in cerca di una via d’uscita facile, ha tolto 16 anni di vita.

Perché dal passato dobbiamo imparare e la lezione che ci arriva da Dublino e da Birmingham è quella di continuare a garantire la democrazia ed i diritti di tutti anche nei momenti bui, anzi soprattutto nei momenti bui. Perché quelle libertà, la garanzia di quei diritti, il rispetto dell’essere umano in quanto tale e la convivenza civile sono le uniche armi vere con le quali combattere il terrorismo di ogni epoca e di ogni colore.

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