HANNO PARLATO E SPARLATO TUTTI, ORA POTREMMO ANCHE INIZIARE A CONFRONTARCI

L’Assemblea Provinciale del PD, che si sarebbe dovuta tenere sabato 31 ottobre all’Hotel Belsito di Avellino, è stata sciolta in maniera rocambolesca. Il confronto che tutti avevano invocato e che tutti volevano non c’è stato.

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Appena la Presidente del partito provinciale ha sciolto l’assemblea, perché a quanto pare mancava il numero legale, i vari capi area, i capi banda, i capi clan o come meglio volete definirli, si sono precipitati in una conferenza stampa fiume.

La cosa ci lascia abbastanza perplessi, soprattutto se a questa follia si aggiunge la sovraesposizione mediatica che alcuni dirigenti del PD provinciale cercano ad ogni occasione, ci possiamo ben rendere conto di essere difronte ad un partito che si dimostra malato.

In questi giorni abbiamo assistito inermi alla valanga di dichiarazioni.

Partiamo da Segretario provinciale Carmine De Blasio, che è fuggito con tutta la sua componente dall’Hotel Belsito sabato, facendo saltare l’assemblea provinciale e sottraendosi al confronto con i delegati, ma che ha convocato una conferenza stampa per il lunedì successivo.

Così facendo De Blasio ha dimostrato che il vero confronto nel Partito Democratico Irpino, non avviene tra i dirigenti, ascoltando i militanti e confrontandosi sui programmi, ma si svolge attraverso le accuse, le ammissioni delle proprie ragioni e delle proprie verità sui giornali, sulle tv e sui mezzi di informazione, riducendo così il tutto ad una patetica imitazione dei guru americani che però, De Blasio non ce ne voglia, con la comunicazione ci sanno fare e anche con il consenso.

Da evidenziare c’è naturalmente il fatto che la prima cosa che i capi corrente hanno fatto, dopo lo scioglimento dell’assemblea, è stata quella di convocare una conferenza stampa ad animi ancora accesi dopo la fuga del segretario. Ad aprire quella conferenza è stato chi non si è accorto di fare il generale di un esercito che non esiste, chi ha un pensiero così lungo e così fine da non essersi ancora reso conto che le ultime elezioni regionali per molti si sono rivelate un vero disastro, avendo infatti collezionato più interviste ed apparizioni televisive che voti.

Poi sui giornali abbiamo letto interviste di personaggi che a questo partito non hanno mai appartenuto, che non hanno alcun ruolo e che alle ultime elezioni neanche lo hanno votato.

Siamo davanti ad un partito che ha perso la sua natura, un partito i cui dirigenti sono così presi dal costruire la propria  carriera personale che arrivano al punto di rincorrere i giornali per poter avere il loro nome esposto sulle bacheche di Facebook.

Tutti hanno detto come la pensavano, tutti hanno espresso la loro verità, nessuno però si è confrontato, nessuno si è impegnato, nessuno ha voluto mettere in piedi un percorso politico serio.

Non è l’informazione ad essere malata, è questo gruppo dirigente provinciale ed al contempo anche chi lo ha osteggiato in questi anni, che ha la febbre da intervista, che, a furia di ripetere le stesse cose, non si è neanche accorto che ormai non dice più niente.

Un Partito che rischia di scomparire, che rischia di perdere il ruolo che un partito dovrebbe svolgere nella società, un partito che rischia di implodere per sempre sotto la pressione di chi antepone la promozione della propria persone al bene della comunità che dovrebbe rappresentare 

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