L’ILLUSIONE DELLA TERRA FERMA. UN FUMETTO NOIR

L’illusione della terraferma, Rizzoli Lizard editore, è l’ultima opera del fumettista di origini sarde Otto Gabos.

Otto Gabos, pseudonimo di Mario Rivelli, nasce a Cagliari nel 1962, vive ormai da lungo tempo a Bologna dove ha costruito la sua carriera come illustratore e scrittore.

L’autore in questo noir disegnato, riesce a dar vita ad uno dei personaggi più riusciti del fumetto italiano degli ultimi anni. Il commissario Ettore Marmo è un uomo d’altri tempi, un personaggio profondo che ha molto da raccontare anche se evita di farlo, cercando di nascondere i suoi ricordi ed i suoi perché dietro quei baffi neri che gli danno un aspetto da vero uomo del suo tempo.

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Gabos riesce ad intrecciare perfettamente il mistero di una trama che ruota attorno al ritrovamento di cadaveri mutilati, con la Sardegna degli anni trenta. Imposta una storia che ha tutti gli ingredienti per trasformarsi in un grande romanzo, muovendosi come un vero artista sul sottile filo tra noir e romanzo storico.

Scelta suggestiva e azzeccata quella di ambientare il racconto nella Carbonia degli anni trenta, il fiore all’occhiello del regime fascista. Il commissario si ritrova a dover risolvere un caso di triplice omicidio, mentre deve tener testa agli intrighi tra le squadre fasciste ed i vari interessi economici che il regime concentra sulla nuova cittadella artificiale del carbone.

L’ambientazione di per se è suggestiva, i disegni stupendi rendono perfettamente l’idea del periodo e dei luoghi; il passato del protagonista riaffiora improvvisamente, facendo rivivere le tragedie delle guerre coloniali.

Un romanzo che ci riporta indietro nel tempo, a quell’Italia nera, eppure Gabos riesce a raccontare e ad affascinare il lettore senza scendere troppo nel politico, ci fa amare il commissario Marmo ed il suo mondo fatto di poliziotti simpatici, di amori impossibili,  di esperienze tragiche passate, di guerre, di morti e di tenerezze così intime da farci capire che anche il commissario infondo è un uomo dolce. Da subito, ci fa desiderare di leggere tutto sulla vita dei personaggi, ci lascia immaginare il loro passato e ci spinge a proiettare il loro futuro.

Quando si giunge alla fine si rimane convinti che ci sia moltissimo da chiarire, moltissimo che Gabos deve ancora raccontarci.

Un noir che riesce a far sentire tutto il sapore dei complicati anni trenta, della complicata area del sulcis, un fumetto che tramite i suoi colori particolari fa respirare quel sapore di carbone e mare che solo quell’isola può regalare.

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