NAPOLI, LA STAZIONE DI TOLEDO BATTE SIDNEY E GERUSALEMME

Napoli sarà anche una città difficile, che vive uno dei momenti più tristi della sua storia, ma resta una città fiera che all’estero è apprezzata e premiata, che riesce a battere Sidney e Gerusalemme, che riesce ad essere prima nell’innovazione.

Ieri ad Hagerbach, una cittadina vicino Zurigo, la stazione Toledo della metropolitana napoletana, si è aggiudicata il premio internazionale dell’International Tunnelling Association nella categoria Innovative Use of Underground Spaces.

Il premio, ritirato dall’assessore Calabrese, segna ancora una volta l’importanza di una infrastruttura che nel tempo si è trasformata da semplice mezzo di trasporto in vero e propria attrazione turistica. La stazione di Toledo, progettata dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, si era già aggiudicata nel 2013 il premio dell‘Emirates Leaf International come Edificio Pubblico dell’anno, nel novembre del 2014 il premio come stazione più bella al mondo, riconoscimenti internazionali sono già arrivati negli anni dai alcuni media stranieri come il The Daily Telegraph, il giornale inglese che dedicò ampio spazio alla stazione e dalla Cnn, la famosa emittente televisiva americana.

Una soddisfazione per tutti i napoletani che almeno oggi potrebbero godersi il riconoscimento della propria città come luogo di innovazione e bellezza. Purtroppo la copertura mediatica della notizia è minima, certo parlare di una Napoli ricolma di rifiuti, dove la camorra la fa da padrona, dove regna il caos e dove nessuno può vivere, forse fa molto più comodo e sicuramente da più visibilità a chi lo fa.

Eppure Napoli è anche altro, è l’idea futuristica di una metropolitana che diventa anche arte, di un’infrastruttura all’avanguardia, ammirata ed invidiata dagli abitanti di moltissime capitali del globo, abituati a vedere nelle stazioni un luogo di sporcizia e di semplice passaggio. A Napoli si ebbe un’idea fantastica, quella di trasformare quel sottosuolo in mostre artistiche permanenti, quella di offrire, a chi usa i mezzi pubblici, il piacere di farlo nella bellezza e nella cultura.

Purtroppo questa fantastica infrastruttura che coniuga la bellezza delle stazioni con la funzionalità del percorso ferrato, ad oggi funziona male, è gestita male e non riesce ad assumere quel ruolo cruciale che dovrebbe svolgere nel tessuto cittadino, soprattutto nella gestione del traffico partenopeo. Resta però il fatto che chi amministra ha tra le mani un gioiello dell’ingegneria dei trasporti e da tale dovrebbe trattarlo.

Oggi però i napoletani, i campani e tutti gli italiani dovrebbe festeggiare questo premio vinto da una città troppo spesso bistrattata e troppe volte abbandonata.

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