ROHUANI IN VISITA A ROMA IL 14 ED IL 15 NOVEMBRE

Inizierà dall’Italia la nuova vita di un Iran sempre più aperto nei confronti dell’occidente. Organizzata per sabato e domenica la visita del Presidente iraniano Hassan Rouhani che durante questa due giorni italiana incontrerà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Papa ed il Primo Ministro italiano Matteo Renzi. La visita ufficiale si concluderà com un incontro con le Pmi italiane.

Naturalmente l’occasione è ghiotta, sia dal punto di vista dei rapporti economici che dal punto di vista del ruolo che l’Italia può svolgere nel nuovo assetto globale.

Le parole di Rouhani, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sono chiare <<Sono felice che la mia prima visita all’estero dopo la firma dell’accordo nucleare sia in Italia perché è un paese con il quale l’Iran ha tempo ottime relazioni, sul piano economico, culturale e politico. Per un certo periodo l’Italia è stat anche il nostro primo partner commerciale. Sulle questioni internazionali e politiche i leader italiani hanno sempre avuto un atteggiamento moderato nei nostri confronti. Consideriamo il vostro paese un amico in Europa>>

Parole che fanno capire bene perché il rapporto con l’Iran diventa cruciale per l’Italia, uno paese, quello persiano, con una popolazione molto giovane, che guarda all’occidente affascinato, che guarda ai prodotti italiani con grande interesse, potrebbe essere un mercato importantissimo per i nostri prodotti.

Se a questo si aggiunge che la prima visita ufficiale del Presidente iraniano, dopo l’accordo sul nucleare, che molte critiche e molti giubili ha prodotto nel mondo, sia stat organizzata in Italia, potrebbe dare un ruolo principale all’Italia, in una partita mondiale nel quale il nostro Paese deve ancora trovare un ruolo valido che possa permetterci di iniziare ad entrare tra gli stati che fanno politica estera e che non la subiscano.

Le note dolenti sono quelle tipiche dei contatti con l’Iran uno stato che è al primo posto per il numero pro capite di esecuzioni capitali, la cui Guida suprema, l’ayatollah Khamenei definisce ancora oggi gli USA come “il grande satana“, dove l’odio per Israele è ancora elevatissimo, dove i dissidenti, i giornalisti che non si omologano al potere ed i giovani attivisti sono ancora rinchiusi nelle carceri.

Già è arrivata la critica del presidente dell‘Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, sul quale in un comunicato ha scritto chiaramente quale sia la posizione dell’organizzazione che rappresenta.

L’Iran di Rohani è una spietata dittatura, che nega i più elementari diritti alla sua popolazione e continua a costituire una minaccia terribile per Israele, l’Europa e tutto il mondo. Un fatto che non può essere messo sotto al tappeto dai sorrisi e dalle strette di mano della diplomazia. Per questo è fondamentale che il primo ministro Matteo Renzi, incontrandolo, sollevi chiaramente e con incisività i problemi aperti. Su questi temi, che il premier ha dimostrato più volte di avere a cuore, non sono infatti possibili equivoci o incomprensioni“.

La sfida non è di quelle semplici, il discorso alla Knesset di Renzi è ancora vivo nella memoria di Israele, le frasi con le quali il premier italiano tranquillizzò gli israeliani dicendo che “sulla sicurezza di Israele non ci possono essere compromessi” e assicurando il pieno appoggio italiano contro “chi pensa di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso. Di tradire il proprio futuro. L’Italia sarà in prima linea nel foro europeo e a livello internazionale, sempre dalla parte della collaborazione, sempre contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido“.

Il mondo sta cambiando, e l’unico modo per permettere anche all’Iran di diventare un partner economico e politico di cui potersi fidare, l’unico modo che oggi la comunità internazionale ha per cercare di costruire una pace duratura e vera, che metta in sicurezza quella regione è creare i presupposti perché nessuno stato rappresenti più il male assoluto.

 

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